[Csbno] Chi paga, salta la coda.

valentina.villa a csbno.net valentina.villa a csbno.net
Lun 12 Feb 2018 11:03:09 CET


Gentili colleghi, 
faccio fatica a digerire questo nuovo meccanismo del "chi paga, salta avanti agli altri": lo trovo eticamente scorretto, mi sembra sancisca una visione della società nella quale con i soldi si ottengono dei privilegi. So bene che la società va già a rotoli e ci sono cose più importanti, ma tramite il nostro lavoro possiamo contribuire a diffondere ( e difendere) un'idea di società democratica. 

Penso anche ad alcuni dei principi ispiratori del servizio bibliotecario: 
"I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell' uguaglianza di accesso per tutt i, senza distinzione di (...)condizione sociale": dov'è l'uguaglianza di accesso ai servizi, in questo caso? E chi non se lo può permettere? Non ha il diritto, uguale e partitario con gli altri, di leggere un libro?Tutti dovrebbero avere uguali diritti, nel nostro servizio. 
"risparmia il tempo del lettore": erano i diritti di tutti i lettori di pari livello, e non solo dei lettori paganti. Invece così, chi non paga aspetta (e non sminuiamolo, se avesse un basso impatto non lo faremmo). 

A suo tempo, la considerazione era che mancassero dei soldi a bilancio. Adesso, se non ho capito male, che i soldi servano per implementare i progetti: va benissimo, sono d'accordissimo e lavoriamo in uno dei sistemi migliori di Italia, se non il migliore . Ma questo è l'unico modo disponibile per raccogliere fondi? 
Già è così con le anteprime: chi paga può prendersele prima; io non discuto che possa funzionare, mi chiedo proprio, eticamente parlando: è questo lo stile di servizio che vogliamo? 
Continuare a "crescere", a migliorare, ma a scapito della democraticità di quello che offriamo? 
Abbiamo iniziato con la tessera volontaria, poi mano a mano si stanno introducendo privilegi per i sostenitori a scapito degli altri. Un conto sarebbero servizi "in più", dedicati, un conto è togliere diritti che tutti avevano uguali e dare più possibilità a chi paga. 
Stiamo prendendo, lentamente ma un pezzo alla volta, la china di questa società: chi paga, può pretendere (nella sanità, è un must da molto, vogliamo che lo sia anche nel nostro settore? Ormai di baluardi davvero pubblici ne sono rimasti pochi, e francamente sono orgogliosa di appartenervi, come sono orgogliosa di lavorare in questo sistema). 

Scusate l'intervento, prettamente ideologico: sarei ben contenta se qualcuno mi facesse cambiare idea, e anche se ogni tanto perdessimo più tempo a discutere di cosa stiamo facendo e come, dell'idea del servizio che vogliamo portare avanti e come: la condivisione potrà essere faticosa, ma non pagherebbe di più avere personale, che si raffronti con gli utenti, motivato e formato, che creda in quello che fa? 
Sarà vista da qualcuno come una perdita di tempo, ma una Comunità professionale penso funzioni molto meglio se si confronta, e cresce insieme. 
Un grazie, comunque, per la pazienza. 

Valentina Villa 
Bibliotecaria 

Biblioteca Civica dei Ragazzi 
tel. 0266304145 

Una delle istituzioni più sovversive degli Stati Uniti è la biblioteca pubblica. 
(Bell Hooks) 
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