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claudia.giussani a csbno.net claudia.giussani a csbno.net
Lun 16 Ott 2017 14:11:21 CEST


Buongiorno a tutti. 

Mi riallaccio all'ultima frase dei colleghi di Senago per esprimere qualche considerazione sia come bibliotecaria sia come parte del gruppo dei responsabili del CSBNO. 
" Chi ha paura delle opinioni dei colleghi che quotidianamente lavorano con gli utenti? Chi ritiene inutile la Commissione Tecnica?" 
Come ha osservato Davide, spesso il linguaggio svela il cuore del problema, quello della fiducia reciproca e della conseguente possibilità di dialogo. 
Come l'espressione "raggranellare soldi" esprimeva, nemmeno troppo velatamente, un giudizio negativo su quella che invece è un'attività specifica delle biblioteche (il fundraising), così i termini utilizzati dai colleghi di Senago " aver paura dell'opinione dei colleghi " indicano la percezione di due campi contrapposti. 

Certamente da parte del CSBNO ci sono stati errori di comunicazione e forse anche procedurali rispetto alla formalizzazione dei pareri. Ma attaccarsi alla lettera della norma non risolve il problema. Siamo in un gruppo di discussione tra professionisti quindi, secondo me, non è il caso di procedere sul piano del rispetto della lettera della norma quanto sul merito. 

Vediamo il merito, quindi. 

L'obiettivo +teca è stato definito dall'Assemblea, organo titolato a farlo. 

Il CSBNO ha chiesto più volte un coinvolgimento di responsabilità delle biblioteche (cosa che avrebbe messo ciascuno di noi, come bibliotecario, nell'obbligo di raggiungere un obiettivo approvato dalle nostre Amministrazioni). 

L'Assemblea non ha ritenuto opportuno far gravare sulle biblioteche il peso di questo obiettivo lasciandolo in capo al CSBNO 

L'obiettivo va tuttavia raggiunto 

Il CSBNO ha provato, credo con vari mezzi, a coinvolgere i bibliotecari per ottenerne la collaborazione 

La collaborazione c'è indubbiamente stata, ma non è stata sufficiente 

Siamo ad ottobre e il CSBNO, avendo in capo l'obiettivo, ha cercato una delle possibili soluzioni. 

Sbagliando? Può darsi. Ma io credo che i colleghi così determinati nelle critiche dovrebbero prima di tutto prendere personalmente e sinceramente in carico il problema e poi discutere criticamente ma in maniera costruttiva le possibili soluzioni. 



Diamo un'occhiata alla tabella del raggiungimento degli obiettivi http://www.bibliodipiu.it/wordpress/teca-in-numeri/ 


Arese è un'isola felice? Sicuramente abbiamo un'utenza attenta. Ma certo siamo bibliotecari e non venditori di professione. Come mai abbiamo raggiunto ad ottobre il 98% dell'obiettivo mentre altre biblioteche sono sotto il 30% ? 


Sono sicuri, i colleghi, di avere fatto di tutto per evitare interventi più drastici come quello in atto ora? Oppure prima +teca non era un loro problema mentre lo diviene improvvisamente adesso? 





Scusate il tono un po' duro ma io credo che si debbano guardare lo cose da un punto di vista più ampio senza concentrarci solo sui nostri utenti (Davide ha ben detto, sono meno del 20% della popolazione) o solo sulla nostra biblioteca. 


Quando ho cominciato a lavorare a Vanzago, più di vent'anni fa, ero esattamente dello stesso parere di coloro che oggi stanno esprimendo le critiche. Ma, al di là del fatto che sono passati vent'anni e che le cose cambiano, ho avuto la sfortuna/fortuna di passare un bel decennio fuori dal CSBNO in reti in cui esistono quasi solo bibliotecari che pensano, appunto, come pensavo io alla fine degli anni novanta. 


Ebbene. 


Senza lo slancio, a volte anche sbagliato, degli organi direttivi del CSBNO, molte biblioteche sono ancora ferme a poco più di vent'anni fa: 





nessun supporto tecnico (biblioteche lasciate al buon cuore dei CED dei comuni) 


prestito interbibliotecario con meno passaggi 


minore attenzione al software e all'analisi dei dati 

niente corsi per gli utenti 


nessun servizio di gestione biblioteche 


nessuna (o quasi) attività di fundraising 


assenza di acquisti centralizzati (libri / hardware) 


minore capacità di spesa e quindi di erogazione dei servizi. 





Io vi invito a fare un giro, come operatori, in altre reti. Vedrete la differenza. 





Detto questo, io penso che da entrambe le parti si debbano riconoscere errori e incomprensioni e ricominciare a lavorare insieme per far crescere i nostri servizi e anche il numero dei nostri utenti. Mi sembra chiaro che i bibliotecari, senza il CSBNO, avrebbero una qualità del lavoro sicuramente peggiore di quella che hanno ora. Ma, d'altra parte, il CSBNO senza i bibliotecari non esiste. 





Buon lavoro a tutti. 



Claudia Giussani 
CSBNO 
Tel. 349 468 5080 




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